Oggi chiude Condor, che è (era) un programma di radio due. Il fatto che in moltissimi sappiano e dicano che sia un peccato non cambierà le cose. La dinamica è sempre la stessa: nuovo management, nuovi programmi, spesso non necessariamente migliori di quelli precedenti. Come in questo caso perché, semplicemente, Condor era un bel programma: in sintesi, parlava di notizie singolari pescate nella stampa internazionale e passava musica che su radio deejay – tanto per fare un esempio - non sentirete mai. Sofri e Bordone son stati bravissimi a mantenere sempre in equilibrio la leggerezza dei toni, sia che parlassero dello scrudle, sia quando i temi erano molto più impegnativi e seri, tipo consultazioni elettorali in India, problemi legati ai giacimenti di sabbie bituminose in Canada o la storia di Todd Whillingham.
Una storia raccontata di recente mi aveva colpito più di altre: quella delle casse di whiskey lasciate al polo sud da Sir Shackelton durante una delle sue spedizioni e ritrovate intatte dopo cento anni. Storia formidabile e avventurosa. Un pò letteraria pure. Una sera a cena con amici abbiam parlato per un paio d’ore solo di quello, ed è stato uno spasso. In fondo la radio serve (pure) a questo, no? Intrattenere stimolando la curiosità per cose lontane da noi, suggerirci nuova musica da ascoltare, nuovi libri da leggere, raccontarci il mondo da prospettive diverse da quelle che vediamo tutti i giorni.
Cosa ci sarà dalle quattro alle cinque del pomeriggio su radio due in futuro?
Boh. Forse un reality (sic!) radiofonico. E credo di aver detto tutto.