Sulle prospettive, le relazioni interpersonali e anche, ma solo tangenzialmente, sul Natale

Quanto è estesa la superficie della Groenlandia?  Basta aprire wikipedia per rispondere: la Groenlandia si estende per 2.166.086 kilometri quadrati, sui quali si distribuiscono con una densità di 0.27 abitanti per kilometro quadrato circa 58000 persone, per la maggior parte Inuit: se ne  stan larghi, lassù, in mezzo ai ghiacci della loro fresca dependance danese affacciata sull’artico. Due milioni e centomila chilometri quadrati. Ricordatevelo sto numero. Perché adesso vi faccio un’altra domanda e cioè: quanto è estesa la superficie dell’Africa? Di nuovo, semplicissimo con wikipedia.org: Africa. Il continente africano si estende per 30.221.532 kilometri quadrati, suddivisi dai confini di 56 diverse nazioni, in cui abita complessivamente circa un miliardo di persone. Solo a fare un rapporto fra la superfici se ne deduce che l’Africa è circa 14 volte (13,95) più estesa della Groenlandia. Adesso provate ad andare su google map o guardate un mappamondo se cel’avete a portata di mano. Magari a casa avete ancora uno di quei fantastici mobili bar mappamondo che le famiglie piccolo borghesi si mettevano in soggiorno negli anni settanta. Ecco, guardate e noterete che l’estensione della Groenlandia e quella dell’Africa sulla carta sembrano simili. A guardare solo le mappe è difficile farsi un’idea del fatto che l’Africa  sia 14 volte più grande della Groenlandia, vero? Come mai?

La colpa di questa sproporzione è di un belga, tale Mercatore (nome d’arte di Gerard de Cremer), che nel 1569 si inventò un sistema per disegnare una mappa del globo in 2D su un foglio cioè, in gergo tecnico, per farne la proiezione. La mappa che prese il suo nome (Proiezione di Mercatore) fu subito un successone perché , non vi tedìo coi dettagli, permetteva di rappresentare le linee di rotta ad angolo costante con delle rette. E questo fatto, per i naviganti, era una figata. Fidatevi se non capite tutto. Se volete approfondire di nuovo wikipedia vi può venire in aiuto (a proposito l’avete fatta la donazione? Dai, bastano un paio di euro, non fate i taccagni!). La voce sulla proiezione di Mercatore è ben fatta, ma forse un po’ troppo tecnica. Comunque, senza divagare, il problema delle proporzioni di cui sopra è dovuto al fatto che il sistema di Mercatore ha come effetto collaterale un amplificazione progressiva delle dimensioni, all’aumentare della distanza dall’equatore. Quindi, più una parte della mappa è distante dall’equatore, più le sue dimensioni appariranno esagerate sulla mappa stessa. Ecco perché la Groenlandia vi sembra così grande. Ecco perché, per esempio, se avete mai volato verso la Cina o il Giappone sapete che, da Milano per esempio, la maggior parte delle dodici e passa ore di volo le avete passate sulla Siberia, che è molto più grande di quanto la distorta visione di Mercatore che trovate sulla rivista che sta nella tasca del sedile di fronte a voi darebbe ad intendere.  Sul finire dell’ottocento, uno scozzese pastore evangelico un po’ eccentrico con la passione per l’astronomia, tale James Gall,  provò ad applicare un sistema di rappresentazione diverso che permettesse una migliore fedeltà alle proporzioni reali delle dimensioni dei continenti sulle mappe.  Gli riuscì pure benino, tanto che la sua mappa venne ripresa nel secolo successivo da Arno Peters, un regista cinematografico e storico tedesco un po’ folle pure lui (a proposito, tutti i protagonisti di questa storia sono di religione protestante e secondo me c’entra qualcosa) che si era messo in testa l’idea che una rappresentazione delle nazioni dovesse essere fatta rispettando le proporzioni fra le superfici dei continenti, e che questo non fosse solo un problema cartografico ma, come dire, politico-etico. Peters sosteneva che le proporzioni su una mappa dovessero rispecchiare la realtà in segno di rispetto per i popoli della terra. Il suo punto, in fondo, era semplice. Per secoli abbiamo sviluppato una percezione del mondo in cui c’è un Nord, un Sud, un sopra e un sotto, e il nord sta su e il sud sta giù e implicitamente e inconsciamente associamo determinate categorie di valore a ognuna delle condizioni (su/Nord, giù/Sud). In questo sistema di riferimento e di valori, il fatto che l’Africa e la Groenlandia siano quasi uguali, influisce sulla differenza percepita nelle dimensioni delle nazioni e quindi dell’importanza dei popoli, causando, secondo Peters una iniquità Europacentrica/Nordcentrica di fondo. Peters trovava tutta la questione Mercatore ingiusta, soprattutto nei confronti dei popoli che vivevano nelle vicinanze dell’equatore, perché la sminuita rappresentazione dei loro continenti causava una differente percezione della storia, foriera di preconcetti e pregiudizi.  In aggiunta, anche i punti di riferimento non è che gli stessero troppo simpatici. Prendete il Nord per esempio: perché deve stare sopra? Perché il sud deve stare sotto? Immaginate di avvicinarvi al pianeta terra su un astronave: mica vedrete necessariamente gli USA sopra il Brasile. Può essere tranquillamente il contrario: dipende dall’angolo con cui vi ci approcciate. In pratica, il punto di Peters era di opposizione strenua all’imperialismo cartografico che aveva imperato per cinque secoli. Per lui la storia doveva essere una rappresentazione equa. La sua proiezione (che per onore al pastore scozzese e in seguito a una serie di conflitti di attribuzione è stata chiamata proiezione di Gall-Peters) dopo un po’ di prevedibile scetticismo iniziale trovò molti sostenitori, pur mantenendo uno zoccolo duro di oppositori convinti. Oggi agenzie non governative come Oxfam la utilizzano come “proiezione ufficiale”. Se volete testare le vostre conoscenze geografiche, prego.

Come? Cosa c’entra quel che ho scritto con le prospettive, le relazioni interpersonali e il Natale (anche se solo tangenzialmente). C’entra. In una maniera che forse un giorno riuscirò pure a spiegarvi compiutamente.

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