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	<title>CalvinistAccidentale [revamped]</title>
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		<title>La Memoria Presente</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 22:19:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itsoh</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono giorni in cui i dubbi che nutro sono più forti delle certezze su cui mi piace adagiarmi in altri giorni. E altri giorni ancora in cui sono io stesso a nutrirmi di dubbi, spesso dubbi di altri, che provo a coltivare nella maniera più laica che mi riesca. I dubbi sono sani, se &#8230;<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=babelaico.wordpress.com&amp;blog=6020762&amp;post=1150&amp;subd=babelaico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono giorni in cui i dubbi che nutro sono più forti delle certezze su cui mi piace adagiarmi in altri giorni. E altri giorni ancora in cui sono io stesso a nutrirmi di dubbi, spesso dubbi di altri, che provo a coltivare nella maniera più laica che mi riesca. I dubbi sono sani, se non sfociano nell&#8217;immobilismo, se sono l&#8217;impulso per ricercare e mettere alla prova le proprie convinzioni prima di trovare una sintesi. Ci sono giorni in cui mi chiedo se davvero sono di sinistra, per esempio o che cosa voglia dire dirsi democratici, vivendo immersi nella complessità di un mondo e una realtà multiformi e influenzate da milioni di variabili più o meno indipendenti. Ridurre la complessità a un modello o a una somma di modelli sembra essere sempre più complicato anche per i più bravi. I dubbi si moltiplicano, a volte. In alcuni giorni, soprattutto. In questo giorno però, no. In questo giorno diventa tutto pù semplice perché scegliere da che parte stare è semplicissimo, quasi naturale, perché tutti si trae insegnamento dalla Storia e dalle storie e alcuni frammenti dell&#8217;una e delle altre significano così tanto per tutti che ci sono cose su cui diventa impossibile nutrire dei dubbi. Il male della Storia, che si sta ripetendo a dispetto delle nostre memorie, in parti diverse del mondo tuttora, in questo preciso istante, in cui gruppi di potere stan tenendo sotto il giogo della violenza e della sopraffazione intere popolazioni o parte di esse, nell&#8217;indifferenza o con la complicità di tanti, perché fa buon gioco agli oppressori impegnarsi a tenere quanta più gente possibile al livello più basso possibile della piramide di maslow. Se hai fame, se devi combattere pure per dormire o per andare al cesso, non hai il tempo o la voglia di pensare alla semantica. La solidarietà diventa un lusso. E&#8217; umano e prestorico. E&#8217; sempre stato così e il potere degli oppressori ha sempre tratto vantaggi giganteschi dall&#8217;averlo capito.</p>
<p>In tedesco esiste una parola che in altre lingue non esiste come lemma singolo: Mitläufer. Il significato letterale è colui che cammina insieme e in senso lato significa simpatizzante. La parola Mitläufer ha assunto un&#8217;accezione dispregiativa, dopo la seconda guerra mondiale. Mitläufer vennero definiti quei funzionari e membri del partito che pur non essendo stati attivamente coinvolti nelle atrocità del regime, non avevano accennato ad alcuna resistenza o obiezione ed eran vissuti in una zona grigia di accettazione supina e passiva, un misto di paura e inconsapevolezza molto difficile da districare anche per chi dovette giudicarli, a guerra finita. Un sociologo austriaco, Paul Felix Lazarsfeld, che negli anni trenta era emigrato in America costruì un modello di comportamento delle masse che si chiama proprio Mitläufer Effekt. E&#8217; quello che in economia, o anche in scienza politica, si chiama Bandwagon Effect e descrive come i singoli appartenenti a gruppi sociali tendono ad alterare il loro comportamento adattandolo sulla base di ciò che il loro ambiente circostante gli comunica come vero e assoluto. Determinati atteggiamenti, mode, condotte, si diffondono più velocemente in proporzione al numero di persone nel gruppo sociale che ha già adottato quel comportamento. Semplificando un pò, è il concetto del gregge.</p>
<p>Ci sono stati periodi della storia in cui i bisogni e le paure primarie dell&#8217;essere umano e la tendenza innata a seguire la massa della maggioranza sono stati sfruttati dal potere dell&#8217;oppressione per compiere atrocità immani. Se non abbiamo il coraggio e la costanza di ripetercelo a intervalli regolari, corriamo il rischio che quel che è successo si ripeta, perché si sta già ripetendo, nonostante il nostro impegno, in diverse parti del mondo, ancora oggi. E&#8217; importante ricordare perché è importante pensare e dirimere i dubbi e intervenire ed agire per far si che il sacrificio e l&#8217;impegno di chi ha imparato suo malgrado sulla sua pelle la lezione gigantesca della Storia, sia servito a noi come ciò che impareremo noi servirà a chi prenderà il nostro posto in questo gran casino che è la vita sul pianeta terra.</p>
<p>In Italia, per esempio, succede ancora, oggi e potremmo provare a non essere, a nostra volta Mitläufer, potremmo provare a non ascoltare le campane di chi vuole approfittare dei nostri bisogni primari e delle nostre paure per avallare il compimento di altre atrocità. Oggi in Italia si stanno consumando delle piccole e grandi atrocità quotidiane, nei centri di accoglienza temporanea e nelle carceri dove esseri umani vengono costretti da una civiltà di oppressione a vivere in condizioni disumane, espiando non una colpa specifica ma la colpa aprioristica di essere in vita, e non è compito di una civiltà del diritto far espiare a un essere umano, non importa quanto gravi siano i suoi crimini, l&#8217;essere vivo come una colpa. Forse la sproporzione fra il problema sociale delle carceri in Italia e la Shoà di cui oggi si celebra il giorno della memoria vi sembrerà eccessiva. La troverete fuori luogo. Ma vi sbagliate. Vi sbagliate come si sbagliarono tutti i Mitläufer di settant&#8217;anni fa.</p>
<p>A me sembra una bella notizia, proprio oggi, <a href="http://www.informazione.it/a/C4E9946C-51B6-4B57-B963-942172AAA0B5/Carceri-Marino-Approvata-chiusura-manicomi-criminali-Passo">questa</a>, E mi piace dirlo proprio oggi, che è la giornata della memoria. Non mi sorprende che possa addirittura esserci qualcuno contro la decisione di chiudere i manicomi criminali. Sono i soliti, sempre gli stessi, Di Pietro, IDV, la Lega&#8230; è la gente che prova ad esercitare un piccolo potere residuo che si ritrova per trarre un vantaggio strumentale dalla paura e dai bisogni primari delle masse. Sto giro gli è andata male e il prossimo, molto probabilmente, pure. A guerra finita si diranno Mitläufer, perché vorranno conquistarsi una verginità che non hanno mai avuto. E noi li aspetteremo al varco. Lo sappiano fin da ora, che abbiamo memoria&#8230;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/babelaico.wordpress.com/1150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/babelaico.wordpress.com/1150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/babelaico.wordpress.com/1150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/babelaico.wordpress.com/1150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/babelaico.wordpress.com/1150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/babelaico.wordpress.com/1150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/babelaico.wordpress.com/1150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/babelaico.wordpress.com/1150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/babelaico.wordpress.com/1150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/babelaico.wordpress.com/1150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/babelaico.wordpress.com/1150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/babelaico.wordpress.com/1150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/babelaico.wordpress.com/1150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/babelaico.wordpress.com/1150/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=babelaico.wordpress.com&amp;blog=6020762&amp;post=1150&amp;subd=babelaico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Mario Brega, gli sposini meridionali e le corporation espiatorie</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 10:48:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itsoh</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi quindici anni la mia idea di vacanza è stata più o meno partire, raggiungere un posto e girarlo il più possibile, condensando nei pochi giorni di ferie a disposizione ( in genere, due settimane) tutto il fattibile. Vacanze al mare non ne ho fatte più da un sacco di tempo e non ne &#8230;<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=babelaico.wordpress.com&amp;blog=6020762&amp;post=1149&amp;subd=babelaico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi quindici anni la mia idea di vacanza è stata più o meno partire, raggiungere un posto e girarlo il più possibile, condensando nei pochi giorni di ferie a disposizione ( in genere, due settimane) tutto il fattibile. Vacanze al mare non ne ho fatte più da un sacco di tempo e non ne sento la mancanza. Al mare finivo sempre per annoiarmi: nuoto poco e male, mi scotto facilmente, in spiaggia mi rompono le palle quelli che giocano a pallone etc etc. La Sardegna qualche anno fa però, mi piacque molto, la costa ovest soprattutto, ancora un pò selvaggia, il contrasto con l&#8217;entroterra, il cibo. Per arrivarci prendemmo un traghetto a Civitavecchia. Era uno di quelli &quot;attrezzati&quot;, un&#8217;approssimazione traghettosa della crociera, coi bar e le sale e un pò di intrattenimento. Mi ricordo la smania di non poterne più già dopo un&#8217;ora a bordo: mi dava la sensazione di star perdendo tempo, il caffè che servivano era annacquato, avevo la consapevolezza che la vacanza sarebbe iniziata solo una volta approdati, non vedevo l&#8217;ora di arrivare. Andare in crociera è una delle cose che credo non farò mai in vita mia proprio perché non riesco a concepire la sproporzione fra il tempo passato a bordo, a cazzeggiare e riposarsi, e quello speso a terra. Mi pare uno spreco. Poi, ovvio, mai dire mai. In questi giorni, dopo il disastro dell&#8217;Isola del Giglio è girato un vecchio articolo di Michele Serra, <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2005/08/14/la-post-crociera.html">questo</a>. E&#8217; uno dei classici pezzi in cui Serra prova a raccontare &quot;il paese&quot; dalla sua prospettiva che a me sembra (e lo dico da suo fan) sempre un pò distorta e sempre affetta da un paraculismo di fondo, in cui un mix irrisolto di satira e reportage torna sempre comodo per descrivere la realtà sempre con gli stessi modelli e gli stessi stereotipi. A me il pezzo di Serra ha infastidito un pò, perché contiene delle categorie antropologiche che mi sembra di riconoscere più perché le ritrovo negli altri articoli di Serra che nella società. Volevo scriverne più diffusamente ma poi ho letto nel frattempo <a href="http://www.freddynietzsche.com/2012/01/17/la-decrescita-del-buon-senso/">questo</a> e <a href="http://www.freddynietzsche.com/2012/01/20/dove-vai-in-vacanza-contadino/">questo</a> e sono sostanzialmente d&#8217;accordo. E&#8217; troppo semplicistico ridurre quelli che vanno in crociera come una massa di Mario Brega che si strafogano e fanno questioni per i centesimi addebitatigli ingiustamente. E&#8217; semplicistico e inaccurato. E&#8217; roba da film di Verdone. E noi non vogliamo scrivere il soggetto dei film di Verdone, giusto? Noi vorremmo descrivere la realtà, giusto?</p>
<p>Un altro aspetto che ho letto in giro e trovato fastidioso di tutta questa storia della Crociera finita in tragedia è ben riassunto da questo <a href="http://www.comedonchisciotte.org/site//modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=9721">post</a>. La posizione è più o meno quella sostenuta pure con una certa veemenza da <a href="http://www.informarexresistere.fr/2012/01/18/schettino-e-stato-gia-processato-e-condannato-mediaticamente/#axzz1jzghSHsx">Claudio Velardi</a>, che sostiene ci sia in atto un linciaggio mediatico di una persona sola, il capitano della nave, quando in realtà la responsabilità andrebbe cercata anche altrove. Questa posizione, per quanto ne comprenda certi contenuti, io la trovo sostanzialmente indifendibile. Lo sappiamo: i media &#8211; quelli italiani, poi&#8230; &#8211; potrebbero fare un lavoro di informazione più corretto e accurato. Non ci piove. Però questa non può essere una giustificazione per smettere di ragionare sul ruolo che hanno anche le responsabilità individuali, a tutti i livelli, sugli avvenimenti della nostra storia recente. Prendete il caso della Thyssen Krupp a Torino. Una squadra di management locale prese determinate decisioni, in base a determinate contingenze, in maniera autonoma e consapevole. Perché erano pagati per quello: essere consapevoli ed autonomi. Hanno deciso di ridurre le spese anche nel campo della sicurezza del lavoro, nella manutenzione degli estintori. Il risultato è stata la morte di alcuni operai. Sono stati processati e condannati per quello perché è stata riconosciuta la loro responsabilità individuale, non quella di un ente astratto, astorico, avulso dalla realtà. Pure qui, a me pare che il semplicismo di certi ragionamenti abbondi. Ammettiamo pure che la Costa (intesa come multinazionale) abbia dato delle direttive al capitano della nave di fare quella puttanata di avvicinarsi troppo alle isole, voi ve la sentireste di smettere per questo motivo di ragionare sulle decisioni e sul comportamento del capitano della nave quella notte? Io no. E non trovo che questo significhi costruire un capro espiatorio. Secondo me è un pezzo del processo che fa una società civile quando si interroga di fronte a cose immense e difficili da comprendere. E&#8217; normale che lo si faccia. E&#8217; necessario, anche, secondo me. Perché in una società civile, deleghiamo costantemente e ogni giorno un pezzettino della nostra incolumità ad altri, sulla base di premesse certe ed accettate da tutti. Io vado dal dentista, mi siedo, apro la bocca e sono tranquillo nella misura in cui so che quel dentista ha studiato, ha fatto pratica, è capace e competente. Se la maestra di vostro figlio picchiasse regolarmente gli alunni perché ha avuto una direttiva in tal senso dal preside, voi ve la sentireste di scagionarla da qualsiasi responsabilità personale? Fareste le stesse faccette scocciate di fronte ai titoloni de &quot;La Repubblica&quot;? Invochereste il linciaggio mediatico? Probabilmente no. Ne vorreste parlare quanto più possibile perché è questo che fanno le società. Si interrogano, ragionano, per costruire insieme dei valori e dei controlli condivisi in maniera da prevenire in futuro storture, deviazioni e disastri. E se vale per una classe di 20 bambini perché non dovrebbe valere per una nave con quattromila persone a bordo che costa quasi un miliardo di euro?</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/babelaico.wordpress.com/1149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/babelaico.wordpress.com/1149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/babelaico.wordpress.com/1149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/babelaico.wordpress.com/1149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/babelaico.wordpress.com/1149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/babelaico.wordpress.com/1149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/babelaico.wordpress.com/1149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/babelaico.wordpress.com/1149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/babelaico.wordpress.com/1149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/babelaico.wordpress.com/1149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/babelaico.wordpress.com/1149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/babelaico.wordpress.com/1149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/babelaico.wordpress.com/1149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/babelaico.wordpress.com/1149/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=babelaico.wordpress.com&amp;blog=6020762&amp;post=1149&amp;subd=babelaico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il Teorema</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 15:25:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per ogni stato d&#8217;animo umanamente immaginabile esiste almeno una canzone di Paolo Conte. https://www.youtube.com/watch?v=idv-AnctQS4<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=babelaico.wordpress.com&amp;blog=6020762&amp;post=1146&amp;subd=babelaico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per ogni stato d&#8217;animo umanamente immaginabile esiste almeno una canzone di Paolo Conte.</p>
<p>https://www.youtube.com/watch?v=idv-AnctQS4</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/babelaico.wordpress.com/1146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/babelaico.wordpress.com/1146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/babelaico.wordpress.com/1146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/babelaico.wordpress.com/1146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/babelaico.wordpress.com/1146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/babelaico.wordpress.com/1146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/babelaico.wordpress.com/1146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/babelaico.wordpress.com/1146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/babelaico.wordpress.com/1146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/babelaico.wordpress.com/1146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/babelaico.wordpress.com/1146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/babelaico.wordpress.com/1146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/babelaico.wordpress.com/1146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/babelaico.wordpress.com/1146/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=babelaico.wordpress.com&amp;blog=6020762&amp;post=1146&amp;subd=babelaico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>#2012</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 17:26:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 2011 è stato un anno complicato, da molte e molto diverse prospettive. Lo è stato, per me, a livello personale, intimo, piccolo e marginale e pure in una dimensione più grande, pubblica, generale, politica. La seconda dimensione ce l’avete avuta sotto gli occhi come me e, molto probabilmente, l’avete vissuta sulla vostra pelle, in &#8230;<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=babelaico.wordpress.com&amp;blog=6020762&amp;post=1142&amp;subd=babelaico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2011 è stato un anno complicato, da molte e molto diverse prospettive. Lo è stato, per me, a livello personale, intimo, piccolo e marginale e pure in una dimensione più grande, pubblica, generale, politica. La seconda dimensione ce l’avete avuta sotto gli occhi come me e, molto probabilmente, l’avete vissuta sulla vostra pelle, in maniera diversa da come posso averla vissuta io quassù, nell’ovattato rimbombo dello scatafascio italiano. In questi ultimi mesi ho provato a ragionare con persone che vivono in giro per l’ Europa, italiani e non, e mi sono trovato spesso nella condizione un po’ imbarazzante di non riuscire a giustificare evidenti paradossi, contraddizioni e aspetti del nostro paese, della nostra società che rimangono inspiegabili e incomprensibili a chi vive altrove. Negli anni ho cambiato lentamente la mia opinione su molte cose, provando a seguire la pratica secondo me molto salutare di adattare le proprie convinzioni alle evidenze fattuali e non viceversa. E negli anni mi sono convinto che l’Italia necessiti fortemente di una riforma generale di sistema, che cambi per sempre alcune cose che, oggi come ieri, trovo insensate e deleterie per il progresso sano ed equilibrato di una società che ha talenti e risorse inestimabili e capacità umane che nulla hanno da invidiare al resto d’Europa. E fidatevi se ve lo dico da quassù, dalla prospettiva privilegiata di chi può guardare le cose con un minimo di sano distacco. Il 2012 sarà un anno cruciale per tutta la società italiana, un anno in cui si potrebbe finalmente cogliere l’occasione per rimettere I pensieri in fila e rimboccarsi le maniche sul serio, non solo perché qualcuno l’ha scritto su un manifesto. In questi ultimi due anni è stato difficile, per esempio, provare a spiegare ai non italiani che incontravo, il fenomeno del berlusconismo visto dall’interno. A chi mi chiedeva come facessimo noi italiani a tenerci da due decenni Berlusconi senza protestare, mi veniva sempre più difficile rispondere, soprattutto sempre meno plausibili mi sembravano le spiegazioni tipiche &#8211; il potere dei media, l’assuefazione, etc. &#8211; senza nemmeno capire perché. Poi col tempo ho elaborato una mia piccola teoria, riflettendo sulle cose che vedevo intorno a me ogni volta che mi capitava di ritornare in patria, e seppure non ho trovato risposte almeno ho timidamente accennato qualche spiegazione. Alla fine, a chiunque iniziava a prendermi in giro, a cena di fronte a un bicchiere di vino, per il fatto che „noi“ avevamo Silvio presidente, rispondevo che era molto difficile stabilire in che misura il berlusconismo fosse una causa e in che misura l’effetto di una generale involuzione della civiltà italiana e che probabilmente tutti gli ultimi trent’anni sono stati un gigantesco circolo vizioso in cui una società già di per se &#8211; per mille ragioni &#8211; dotata di deboli anticorpi civici ed etici, una società permeata a tanti livelli da un individualismo guicciardiniano e una sostanziale insofferenza verso le regole, abbia aderito all’inizio speranzosa alla promessa della „rivoluzione liberale“, perché quella promessa, per quanto basata all’inizio anche su presupposti leciti, seppure discutibili,  andava incontro proprio all’opportunismo qualunquista di tanti italiani, in qualche modo assolvendolo. Quell’adesione ha significato anche prendere consapevolezza dei propri vizi capitali e la propria ignoranza, senza più doversene vergognare, e a quella presa di consapevolezza il Berlusconi venditore ha reagito adattandovisi a sua volta, facendo media verso il basso, lusingando opportunisticamente la società, peggiorando la qualità del dibattito, polarizzando sempre più I temi della discussione, e più il dibattito scadeva e  più la società continuava in una sostanziale involuzione civile, che a sua volta influenzava la reazione della classe politica tirandola ancor più verso il basso. Berlusconi se ne è andato (quasi) ma non se ne è andato il berlusconismo e di certo la società italiana non si rialzerà magicamente da un pantano culturale e civile senza sforzarsi minimamente o firmando deleghe in bianco a demiurghi col phd. Per questo il 2012 sarà un anno fondamentale, tanto più che gli esiti di ciò che succederà nei prossimi mesi non li conosce nessuno. Però se c’è una speranza, e una speranza c’è eccome, risiede proprio nel fatto che tante persone possono lavorare insieme per mettere I pensieri in fila e stabilire alcuni fondamentali da cui ripartire. Per iniziare almeno a creare una società solidale, aperta che persegua un progresso e una crescita sostenibili, che allarghi I privilegi e garantisca pari opportunità di crearsi un futuro soprattutto per quei poveracci che sono nati dopo il 1970 la cui unica colpa è quella di aver ereditato un benessere insostenibile e farlocco e l’illusione criminale che potesse essere altrimenti. Per provarci a re-iniziare un discorso di civiltà e progresso serve l’aiuto di tutti, perché serve l’energia umana e intellettuale per ricostruire, quei fondamentali da cui ripartire. Non siete in tanti a leggere questo blog anzi, siete piuttosto pochi, a giudicare dalle statistiche di wordpress. Per la maggior parte siete persone che conosco e a cui voglio bene o conoscenti interessati a quello che scrivo o folli sociopatici maniaco-religiosi (uno solo, in realtà, buon anno anche a te, pazzoide!). Quest’anno mi son chiesto anche se ne valesse davvero la pena di tenere aperto questo spazio e mi sono deciso a rispondermi si, più per pigrizia (costava meno fatica non pensarci alle alternative) che per altro. Però poi arrivano momenti come questo in cui per forza di cose si fanno delle riflessioni più generali e  in questi momenti, riflettendoci appunto, mi viene da concludere con più determinazione che si, ne vale la pena, perché magari con queste pippe mentali riesco a dare un contributo minimo stabilire quei fondamentali di cui sopra. Magari, mi dico, riesco a convincere qualche scettico a impegnarsi un po’ di più, o ricevo in cambio per ciò che ho scritto un’idea, uno spunto, un’opportunità per alimentare quell’intelligenza collettiva che, alla fine è l&#8217;unica forza motrice che ci porterà fuori dal suddetto pantano (ottimista, oggi sono ottimista!). C’è ancora un sacco da fare e ci tocca farlo. Fatelo. Entusiasmatevi, facendolo. Stringete mani, ascoltate, portate pazienza, approfondite. Fate domande. Lo dico a voi, ma è forse una scusa per ripeterlo a me stesso. Un po’ rituale, se volete: è l’ultimo dell’anno, dopo tutto; il momento in cui si accarezza l’idea di un futuro in cui si possa migliorare. Accarezzate quell’idea, e godetene. Ve lo auguro. Buon 2012.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/babelaico.wordpress.com/1142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/babelaico.wordpress.com/1142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/babelaico.wordpress.com/1142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/babelaico.wordpress.com/1142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/babelaico.wordpress.com/1142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/babelaico.wordpress.com/1142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/babelaico.wordpress.com/1142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/babelaico.wordpress.com/1142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/babelaico.wordpress.com/1142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/babelaico.wordpress.com/1142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/babelaico.wordpress.com/1142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/babelaico.wordpress.com/1142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/babelaico.wordpress.com/1142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/babelaico.wordpress.com/1142/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=babelaico.wordpress.com&amp;blog=6020762&amp;post=1142&amp;subd=babelaico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sulle prospettive, le relazioni interpersonali e anche, ma solo tangenzialmente, sul Natale</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 22:02:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itsoh</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quanto è estesa la superficie della Groenlandia?  Basta aprire wikipedia per rispondere: la Groenlandia si estende per 2.166.086 kilometri quadrati, sui quali si distribuiscono con una densità di 0.27 abitanti per kilometro quadrato circa 58000 persone, per la maggior parte Inuit: se ne  stan larghi, lassù, in mezzo ai ghiacci della loro fresca dependance danese &#8230;<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=babelaico.wordpress.com&amp;blog=6020762&amp;post=1136&amp;subd=babelaico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://babelaico.files.wordpress.com/2011/12/galle28093peters_projection_sw1.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1138" title="Gall%E2%80%93Peters_projection_SW" src="http://babelaico.files.wordpress.com/2011/12/galle28093peters_projection_sw1.jpeg?w=600&#038;h=383" alt="" width="600" height="383" /></a></p>
<p>Quanto è estesa la superficie della Groenlandia?  Basta aprire wikipedia per rispondere: la Groenlandia si estende per 2.166.086 kilometri quadrati, sui quali si distribuiscono con una densità di 0.27 abitanti per kilometro quadrato circa 58000 persone, per la maggior parte Inuit: se ne  stan larghi, lassù, in mezzo ai ghiacci della loro fresca dependance danese affacciata sull’artico. Due milioni e centomila chilometri quadrati. Ricordatevelo sto numero. Perché adesso vi faccio un’altra domanda e cioè: quanto è estesa la superficie dell’Africa? Di nuovo, semplicissimo con wikipedia.org: Africa. Il continente africano si estende per 30.221.532 kilometri quadrati, suddivisi dai confini di 56 diverse nazioni, in cui abita complessivamente circa un miliardo di persone. Solo a fare un rapporto fra la superfici se ne deduce che l’Africa è circa 14 volte (13,95) più estesa della Groenlandia. Adesso provate ad andare su google map o guardate un mappamondo se cel’avete a portata di mano. Magari a casa avete ancora uno di quei fantastici mobili bar mappamondo che le famiglie piccolo borghesi si mettevano in soggiorno negli anni settanta. Ecco, guardate e noterete che l’estensione della Groenlandia e quella dell’Africa sulla carta sembrano simili. A guardare solo le mappe è difficile farsi un’idea del fatto che l’Africa  sia 14 volte più grande della Groenlandia, vero? Come mai?</p>
<p>La colpa di questa sproporzione è di un belga, tale <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gerardus_Mercator">Mercatore (nome d’arte di Gerard de Cremer)</a>, che nel 1569 si inventò un sistema per disegnare una mappa del globo in 2D su un foglio cioè, in gergo tecnico, per farne la proiezione. La mappa che prese il suo nome (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mercator_projection">Proiezione di Mercatore</a>) fu subito un successone perché , non vi tedìo coi dettagli, permetteva di rappresentare le linee di rotta ad angolo costante con delle rette. E questo fatto, per i naviganti, era una figata. Fidatevi se non capite tutto. Se volete approfondire di nuovo wikipedia vi può venire in aiuto (a proposito l’avete fatta la donazione? Dai, bastano un paio di euro, non fate i taccagni!). La voce sulla proiezione di Mercatore è ben fatta, ma forse un po’ troppo tecnica. Comunque, senza divagare, il problema delle proporzioni di cui sopra è dovuto al fatto che il sistema di Mercatore ha come effetto collaterale un amplificazione progressiva delle dimensioni, all’aumentare della distanza dall’equatore. Quindi, più una parte della mappa è distante dall’equatore, più le sue dimensioni appariranno esagerate sulla mappa stessa. Ecco perché la Groenlandia vi sembra così grande. Ecco perché, per esempio, se avete mai volato verso la Cina o il Giappone sapete che, da Milano per esempio, la maggior parte delle dodici e passa ore di volo le avete passate sulla Siberia, che è molto più grande di quanto la distorta visione di Mercatore che trovate sulla rivista che sta nella tasca del sedile di fronte a voi darebbe ad intendere.  Sul finire dell’ottocento, uno scozzese pastore evangelico un po’ eccentrico con la passione per l’astronomia, tale James Gall,  provò ad applicare un sistema di rappresentazione diverso che permettesse una migliore fedeltà alle proporzioni reali delle dimensioni dei continenti sulle mappe.  Gli riuscì pure benino, tanto che la sua mappa venne ripresa nel secolo successivo da Arno Peters, un regista cinematografico e storico tedesco un po’ folle pure lui (a proposito, tutti i protagonisti di questa storia sono di religione protestante e secondo me c’entra qualcosa) che si era messo in testa l’idea che una rappresentazione delle nazioni dovesse essere fatta rispettando le proporzioni fra le superfici dei continenti, e che questo non fosse solo un problema cartografico ma, come dire, politico-etico. Peters sosteneva che le proporzioni su una mappa dovessero rispecchiare la realtà in segno di rispetto per i popoli della terra. Il suo punto, in fondo, era semplice. Per secoli abbiamo sviluppato una percezione del mondo in cui c’è un Nord, un Sud, un sopra e un sotto, e il nord sta su e il sud sta giù e implicitamente e inconsciamente associamo determinate categorie di valore a ognuna delle condizioni (su/Nord, giù/Sud). In questo sistema di riferimento e di valori, il fatto che l’Africa e la Groenlandia siano quasi uguali, influisce sulla differenza percepita nelle dimensioni delle nazioni e quindi dell’importanza dei popoli, causando, secondo Peters una iniquità Europacentrica/Nordcentrica di fondo. Peters trovava tutta la questione Mercatore ingiusta, soprattutto nei confronti dei popoli che vivevano nelle vicinanze dell’equatore, perché la sminuita rappresentazione dei loro continenti causava una differente percezione della storia, foriera di preconcetti e pregiudizi.  In aggiunta, anche i punti di riferimento non è che gli stessero troppo simpatici. Prendete il Nord per esempio: perché deve stare sopra? Perché il sud deve stare sotto? Immaginate di avvicinarvi al pianeta terra su un astronave: mica vedrete necessariamente gli USA sopra il Brasile. Può essere tranquillamente il contrario: dipende dall’angolo con cui vi ci approcciate. In pratica, il punto di Peters era di opposizione strenua all’imperialismo cartografico che aveva imperato per cinque secoli. Per lui la storia doveva essere una rappresentazione equa. La sua proiezione (che per onore al pastore scozzese e in seguito a una serie di conflitti di attribuzione è stata chiamata <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gall-Peters">proiezione di Gall-Peters</a>) dopo un po’ di prevedibile scetticismo iniziale trovò molti sostenitori, pur mantenendo uno zoccolo duro di oppositori convinti. Oggi agenzie non governative come Oxfam la utilizzano come “proiezione ufficiale”. Se volete testare le vostre conoscenze geografiche, <a href="http://www.oxfam.org.uk/education/resources/mapping_our_world/mapping_our_world/03-Findthatplace/findthatplace.htm">prego</a>.</p>
<p>Come? Cosa c’entra quel che ho scritto con le prospettive, le relazioni interpersonali e il Natale (anche se solo tangenzialmente). C’entra. In una maniera che forse un giorno riuscirò pure a spiegarvi compiutamente.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/babelaico.wordpress.com/1136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/babelaico.wordpress.com/1136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/babelaico.wordpress.com/1136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/babelaico.wordpress.com/1136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/babelaico.wordpress.com/1136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/babelaico.wordpress.com/1136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/babelaico.wordpress.com/1136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/babelaico.wordpress.com/1136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/babelaico.wordpress.com/1136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/babelaico.wordpress.com/1136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/babelaico.wordpress.com/1136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/babelaico.wordpress.com/1136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/babelaico.wordpress.com/1136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/babelaico.wordpress.com/1136/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=babelaico.wordpress.com&amp;blog=6020762&amp;post=1136&amp;subd=babelaico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>PVT &#8211; (Correggio, 14 Settembre 1955 &#8211; Reggio Emilia, 16 Dicembre 1991)</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 23:38:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itsoh</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; “Ma le occasioni della vita stupiscono mai abbastanza nella loro insensata frammentarietà che poi un bel giorno miracolosamente si salda in una sottile e delicata vibrazione che riaccorda e riannoda e uniforma il tono di diversi percorsi e allora, nonostante i dolori e le precarietà dei nostri anni giovanili, la vita sembra rivelarsi come &#8230;<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=babelaico.wordpress.com&amp;blog=6020762&amp;post=1132&amp;subd=babelaico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://babelaico.files.wordpress.com/2011/12/pier20vittorio20tondelli20scri20celestino20pantaleoni.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1133" title="Pier%20Vittorio%20Tondelli%20scri%20(Celestino%20Pantaleoni)" src="http://babelaico.files.wordpress.com/2011/12/pier20vittorio20tondelli20scri20celestino20pantaleoni.jpeg?w=600&#038;h=396" alt="" width="600" height="396" /></a></p>
<p>“Ma le occasioni della vita stupiscono mai abbastanza nella loro insensata frammentarietà che poi un bel giorno miracolosamente si salda in una sottile e delicata vibrazione che riaccorda e riannoda e uniforma il tono di diversi percorsi e allora, nonostante i dolori e le precarietà dei nostri anni giovanili, la vita sembra rivelarsi come una misteriosa e armonica frequenza che schiude il senso e fa capire; e allora in quell’attimo abbagliante tutto pare ricomporsi nella gioia di sentirsi finalmente presenti agli occhi della propria storia, la pazzesca consapevolezza di trarre a sé tutti i fili intrigati e sparsi del proprio passato come sta appunto succedendo a me, ora, nella luce calda di questa città. […] Ma le occasioni della vita stupiscono mai abbastanza nella loro disperata frammentarietà che in un attimo si salda e poi, un attimo dopo, svanisce inghiottita dall’insensato ritmo delle ore e dei giorni.”</p>
<p>Pao Pao &#8211; Pier Vittorio Tondelli</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/babelaico.wordpress.com/1132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/babelaico.wordpress.com/1132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/babelaico.wordpress.com/1132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/babelaico.wordpress.com/1132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/babelaico.wordpress.com/1132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/babelaico.wordpress.com/1132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/babelaico.wordpress.com/1132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/babelaico.wordpress.com/1132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/babelaico.wordpress.com/1132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/babelaico.wordpress.com/1132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/babelaico.wordpress.com/1132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/babelaico.wordpress.com/1132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/babelaico.wordpress.com/1132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/babelaico.wordpress.com/1132/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=babelaico.wordpress.com&amp;blog=6020762&amp;post=1132&amp;subd=babelaico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Nel mio mondo ideale ci sarebbe C.J. Cregg</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 09:22:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itsoh</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Hans: Allora, come stai? itsoh: Un pò meglio, grazie Hans: passata la febbre? itsoh: si, però mi sento ancora fiacco Hans: caffé? itsoh: si, dai. Hans: son tempi difficili, guarda qui, da Vespa va a presentare la manovra questo qui.. itsoh: già, anche se avrei i miei dubbi a crocifiggerlo per questo Hans: eccovi lì, &#8230;<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=babelaico.wordpress.com&amp;blog=6020762&amp;post=1127&amp;subd=babelaico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Hans</strong>: Allora, come stai?</p>
<p><strong>itsoh</strong>: Un pò meglio, grazie</p>
<p><strong>Hans</strong>: passata la febbre?</p>
<p><strong>itsoh</strong>: si, però mi sento ancora fiacco</p>
<p><strong>Hans</strong>: caffé?</p>
<p><strong>itsoh</strong>: si, dai.</p>
<p><strong>Hans</strong>: son tempi difficili, guarda qui, da Vespa va a presentare la manovra questo qui..</p>
<p><strong>itsoh</strong>: già, anche se avrei i miei dubbi a crocifiggerlo per questo</p>
<p><strong>Hans</strong>: eccovi lì, voi&#8230;adesso siamo passati dalla criminalizzazione e demonizzazione quotidiana del puzzone che c’era prima all’esaltazione acritica e osannante di qualsiasi cosa faccia il puzzone attuale</p>
<p><strong>itsoh</strong>: non è questo, te l’ho detto, a me la storia di Vespa pare na cazzata, però c’ho i miei dubbi, tutto qui&#8230;</p>
<p><strong>Hans</strong>: Ah, si&#8230;e potresti spiegarmeli, sti dubbi?</p>
<p><strong>itsoh</strong>: ti faccio un esempio</p>
<p><strong>Hans</strong>: vai</p>
<p><strong>itsoh</strong>: Tu l’hai visto lo spettacolo di Checco Zalone?</p>
<p><strong>Hans</strong>: no</p>
<p><strong>itsoh</strong>: Ok, ma lo conosci, Checco Zalone?</p>
<p><strong>Hans</strong>: si, lo conosco, quel comico paraculo</p>
<p><strong>itsoh</strong>: ecco, uno dei tanti, ce n’è a stracatafottere di paraculi in giro</p>
<p><strong>Hans</strong>: infatti</p>
<p><strong>itsoh</strong>: ecco, io ho visto qualche spezzone su youtube. E mi ha fatto cacare come al solito. E’ una comicità di merda, secondo me. E’ superficiale, maschilista, volgare e non mi fa ridere. Fa l’imitazione di Saviano per prenderlo per il culo perché non scopa, per dirne una.</p>
<p><strong>Hans</strong>: vabè, ma sarà permesso fare un pò di satira pure su Saviano, o è diventato un santo intoccabile?</p>
<p><strong>itsoh</strong>: No, infatti, non è questo, figurati. Si può fare satira pure su gesù bambino per quel che mi riguarda&#8230;non è quello. Il problema è la qualità, le battute, i contesti&#8230;ecco, io trovo che la scrittura faccia proprio cacare.</p>
<p><strong>Hans</strong>: Ok, parere tuo rispettabilissimo, però che c’entra con Monti che va da Vespa?</p>
<p><strong>itsoh</strong>: c’entra, c’entra&#8230;aspetta un attimo e ti spiego. A me Checco Zalone non piace, così come non soffro tutta quella menata di Zelig e i tormentoni e quel modo lì di far ridere, giusto?</p>
<p><strong>Hans</strong>:  Si, quindi?</p>
<p><strong>itsoh</strong>: Ecco, però io sono io. C’ho dei gusti, delle preferenze e sono miei. Il problema è che sono quasi SOLO miei.</p>
<p><strong>Hans</strong>: cioè?</p>
<p><strong>itsoh</strong>: Cioè devo dare atto a Checco Zalone di fare il tutto esaurito nei teatri, con gente che si sbellica dalle risate e si spella le mani ad applaudire, con inserzionisti che fanno a gara a comprare uno spazietto pubblicitario su Canale 5 quando mandano il suo spettacolo, con amici che stimo che mi dicono „cazzo, troppo forte, Checco Zalone..“ . Ecco, secondo me dobbiamo fare i conti con questo quando diamo un giudizio sulla strategia di comunicazione del governo</p>
<p><strong>Hans</strong>: Vediamo se ho capito che tanto lo so dove vuoi andare a parare! Tu dici: il gusto degli italiani è corrotto da vent’anni di berlusconismo pervasivo e onnipresente, per cui chiunque voglia comunicare qualcosa agli italiani deve tenerne conto</p>
<p><strong>itsoh</strong>: Più o meno è quello che intendo. Capiamoci, io non lo so se si può parlare di corruzione o involuzione o peggioramento perché è difficilisimo stabilire dei criteri oggettivi di valutazione fra il prima e il dopo. Per farti un altro esempio di quanto sono impopolari i miei gusti: vedo Fiorello in televisione e mi fa due palle così, con quell’idea del varietà e delle luci e delle canzonette e delle gag simpatiche. Però credo che i varietà di quarant’anni fa fossero altrettanto noiosi. Non so se c’è stato un peggioramento, forse è solo una questione di „gusto medio“  e io sto in una nicchia. Fiorello fa ascolti record e me ne faccio una ragione e se fossi il presidente del consiglio, dovrei tener conto di questo fatto, perché molto se non tutto  quel che succede in politica è contestuale</p>
<p><strong>Hans</strong>: spiegati meglio</p>
<p><strong>itsoh</strong>: Beh, trovo i paragoni con gli altri paesi relativamente fuori posto, per esempio. Perché noi non siamo gli altri paesi. In Germania non ci sarebbe stato Berlusconi, per dirne una, ma nemmeno Checco Zalone. Non so se mi spiego. In Germania non c’è un duopolio televisivo, alle nove di sera mandano i documentari sul Nepal e la gente li guarda.</p>
<p><strong>Hans</strong>: quindi il contesto detta i modi</p>
<p><strong>itsoh</strong>: secondo me si. Riesci a immaginarti una puntata di „The West Wing“ dove Martin Sheen decide di andare in TV da Letterman a fare il discorso sullo stato della nazione?</p>
<p><strong>Hans</strong>: no</p>
<p><strong>itsoh</strong>: infatti, non succederebbe mai. Perché è un altro contesto, che nel tempo si è inventato un sistema di garanzie e di contrappesi, una ritualità condivisa che non si tocca, dove non esisterebbero nemmeno „il Giornale“ o „La Repubblica“ come li conosciamo oggi per esempio, dove il potere della stampa e dei media è più indipendente che da noi. C’è la Fox al posto de Il Giornale e la CNN al posto de La Repubblica.  In America c’è Glenn Bleck che è molto peggio di Vittorio Feltri ma è un fatto universalmente accettato che debba esserci un Glenn Bleck, così come nella vita accettiamo l’idea che debba esserci l’idiozia. Fa parte di una concezione diffusa che l’istituzione è lì a proteggere dei valori e a garantirli. Però persino lì, su temi controversi, può capitare che Obama vada da Lettermann, fingendo di cazzeggiare, per ragionare sulla riforma sanitaria. Loro c’hanno Letterman, noi c’abbiamo Vespa. E’ un fatto. Non è che puoi stare lì a catoneggiare sempre&#8230;</p>
<p><strong>Hans</strong>: quindi secondo te Mario Monti fa bene ad andare da Vespa?</p>
<p><strong>itsoh</strong>: no, secondo me no. Secondo me sarebbe stato molto meglio essere più creativi e impostare una strategia nuova di comunicazione</p>
<p><strong>Hans</strong>: per esempio?</p>
<p><strong>itsoh</strong>: non lo so, qualcosa più „olistico“ qualcosa che indirizzasse più canali allo stesso tempo.</p>
<p><strong>Hans</strong>: internet?</p>
<p><strong>itsoh</strong>: Anche, sicuramente, ma non solo. Una super-conferenza stampa, per esempio. Ci sarebbe voluto coraggio ma con un pò di preparazione si poteva sfangarla. Chiamavi una decina di persone brave e gli facevi preparare risposte congrue alle domande potenziali e ti preparavi la tua linea di difesa. Sarebbe stato un lavoraccio, è vero ma avrebbe dato un messaggio di discontinuità importante. Un messaggione su You Tube. Una pagina web chiara dove si spiega la manovra, le ragioni che stanno dietro. Però mi rendo pure conto che, realisticamente, non c’è tutto sto tempo a disposizione per organizzare un battage del genere. Da questa prospettiva, Vespa viene comodo, perché &#8211; per quanto mi possa far schifo &#8211; fa parte del milieu in cui Fiorello è un grande showman e Checco Zalone un grande comico ed è già lì pronto.</p>
<p><strong>Hans</strong>: però così non si smuoveranno mai le acque. Se si continua ad accettare uno status quo in cui l’unica è andare da Vespa</p>
<p><strong>itsoh</strong>: Si, hai ragione, per questo c’ho i miei dubbi e per questo non sono sicuro che questa sia stata la scelta migliore. Sicuramente è una „lesson learnt“ per il futuro. Certe cose si preparano per tempo. Si programmano, si pianificano sia i tempi che i metodi. In fondo e’ pure così che si vince</p>
<p><strong>Hans</strong>: mi sa che il caffè è salito nel frattempo</p>
<p><strong>itsoh</strong>: ottimo&#8230;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/babelaico.wordpress.com/1127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/babelaico.wordpress.com/1127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/babelaico.wordpress.com/1127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/babelaico.wordpress.com/1127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/babelaico.wordpress.com/1127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/babelaico.wordpress.com/1127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/babelaico.wordpress.com/1127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/babelaico.wordpress.com/1127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/babelaico.wordpress.com/1127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/babelaico.wordpress.com/1127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/babelaico.wordpress.com/1127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/babelaico.wordpress.com/1127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/babelaico.wordpress.com/1127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/babelaico.wordpress.com/1127/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=babelaico.wordpress.com&amp;blog=6020762&amp;post=1127&amp;subd=babelaico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Dedicato a Lucio Magri e Mario Monicelli</title>
		<link>http://babelaico.wordpress.com/2011/12/02/dedicato-a-lucio-magri-e-mario-monicelli/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 13:29:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itsoh</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche settimana fa ho visto, con un bel po’ di ritardo rispetto all’uscita nelle sale, “The Tree of Life”. Quando è uscito, stavo facendo su e giù per la Romania e poi ci son state altre complicazioni e al cinema dove vado di solito, quello comodo in centro con i parcheggi sotterranei e le proiezioni &#8230;<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=babelaico.wordpress.com&amp;blog=6020762&amp;post=1125&amp;subd=babelaico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche settimana fa ho visto, con un bel po’ di ritardo rispetto all’uscita nelle sale, “The Tree of Life”. Quando è uscito, stavo facendo su e giù per la Romania e poi ci son state altre complicazioni e al cinema dove vado di solito, quello comodo in centro con i parcheggi sotterranei e le proiezioni in lingua originale e le poltroncine comode, non l’avevano tenuto che per qualche giorno.  Così l’ho visto in ritardo, a casa. L’ho visto dopo essermi rifiutato per mesi di leggerne le recensioni. Avevo letto la notizia del cinema americano che aveva dovuto appendere un cartello in cui si diceva che il prezzo del biglietto non sarebbe stato rimborsato e quello mi era bastato a decidere di non leggere o ascoltare niente fino a che non fossi riuscito a vederlo, il film, nella sua interezza. Scevro. Ecco, volevo vederlo scevro da condizionamenti. La storia della gente che scappava dalle sale chiedendo di farsi rimborsare il biglietto mi sembrava una forma patologica di viral marketing al contrario o una di quelle enormità che devono entrare per forza nella vulgata fantozziana della “boiata pazzesca”.</p>
<p>Ecco, il film volevo vederlo, come dire, a priori.</p>
<p>Digressione numero 1: La parola capolavoro è abusata. Se esistesse una banca centrale atta ad emettere sostantivi nel mercato delle parole, beh la parola capolavoro c&#8217;avrebbe la sua brava inflazione. Quindi facciamo che io non la uso, qui, anche se vorrei tanto. Fine della digressione numero 1.</p>
<p>The Tree of Life è un film costruito usando uno schema narrativo, non lo nego,  di quelli che possono mettere a disagio.</p>
<p>Digressione numero 2:  Forse la gente che scappa dalle sale, sta un po’ scappando da se stessa, dalla paura atavica di doversi confrontare con una diversità qualsiasi, fosse anche solo la diversità di uno schema narrativo, senza rendersene conto. La fuga dal proprio disagio come evasione verso il futile e il facile non è dopotutto una delle cose che si criticano più spesso nella società dei consumi (si quella lì di due post fa, proprio quella)?   Fine della digressione numero 2.</p>
<p>E ci vuole coraggio per il Malick regista, narratore, a chiederti di sederti lì e farti raccontare una cosa, una storia, che non è solo una storia ma è pure un pensiero o una somma di pensieri, una riflessione su una cosa, questa cosa che chiamiamo vita. Una riflessione tutt’altro che personale. Filosofica. Ecco, una riflessione filosofica sul senso di quella cosa che chiamiamo vita. Terence Malick andrebbe premiato solo per il coraggio avuto a pensare una cosa del genere. Per averci speso del tempo, per essersi sbattutto a cercare qualcuno che glielo producesse, per essersi scelto un direttore della fotografia di quelli bravi, bravi, bravi, per aver selezionato la musica della colonna sonora con un’attenzione e uno sforzo che lo hanno ripagato in qualità e bellezza. Gli va dato atto, del coraggio,  del talento, della maestria, della tenacia. Perché non è che uno si sveglia una mattina e dice…quasi quasi faccio un film sul senso della vita, e inizia a schizzarlo sui tovagliolini del bar mentre sorseggia il cappuccino e ordina un danese. Non funziona così.  Ci vuole uno come Malick per fare un film in cui ci si interroga con una tale profondità procedendo per livelli di astrazione, tracciando paralleli fra le storie e la Storia, quella con la maiuscola e impegnandosi a non lasciare nemmeno per un attimo da parte la costruzione dei personaggi, la loro umanità restituita dal lavoro certosino sugli attori, le inquadrature visionarie, la camera a mano, le dolly, i riferimenti sociologici, quelli scientifici, quelli musicologici,  la faccia sempre più angosciante/angosciata  di sean penn che si interroga su cose tipo perché qui e ora, perché io si e lui no, senza dire una parola e poi l&#8217;accettazione e il disincanto e la sorpresa. Non è che uno fa una cosa così per caso e infatti si vede. Chiunque, soprattutto noi atei, si pone un bel giorno o una serie di bei giorni di fronte alla vertigine della domanda fondamentale: qual è il senso della vita. Una vertigine insondabile e allo stesso tempo tangibile ogni volta che ci si pone di fronte al mistero dell&#8217;assoluta apparente casualità della vita, alla sua insensatezza,  alla semplice presenza della morte. The tree of life non dà una risposta, o forse si, ci prova, ma non è per quello che vi chiederei di vederlo e nemmeno per il fatto che secondo me è un film meraviglioso. Io credo sia  un film necessario prima che bellissimo perché è servito a ricordare a chi l’ha visto che quella vertigine esiste davvero e non appartiene solo a noi,  che ha un suo valore universale, che l&#8217;arte può provare a raccontarla per accettarne il valore intrinseco: quello insito nel sapersi vivi. Se si è Terence Malick ci si riesce, a raccontare quella vertigine, in maniera praticamente perfetta. Ecco, io vi consiglierei di vedere &#8220;The Tree of Life&#8221; non perché è un film meraviglioso. Io ve lo consiglio perché è un film perfetto.</p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=PzlYAHZBRl0&amp;feature=related">https://www.youtube.com/watch?v=PzlYAHZBRl0&amp;feature=related</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/babelaico.wordpress.com/1125/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/babelaico.wordpress.com/1125/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/babelaico.wordpress.com/1125/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/babelaico.wordpress.com/1125/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/babelaico.wordpress.com/1125/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/babelaico.wordpress.com/1125/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/babelaico.wordpress.com/1125/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/babelaico.wordpress.com/1125/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/babelaico.wordpress.com/1125/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/babelaico.wordpress.com/1125/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/babelaico.wordpress.com/1125/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/babelaico.wordpress.com/1125/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/babelaico.wordpress.com/1125/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/babelaico.wordpress.com/1125/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=babelaico.wordpress.com&amp;blog=6020762&amp;post=1125&amp;subd=babelaico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Tomorrow, In the middle of a conundrum, think of me</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 23:33:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itsoh</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Samuel Langhorne Clemens (Nov, 30th 1835  - Apr, 21st 1910)<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=babelaico.wordpress.com&amp;blog=6020762&amp;post=1120&amp;subd=babelaico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://babelaico.files.wordpress.com/2011/11/twain-portrait.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1121" title="twain-portrait" src="http://babelaico.files.wordpress.com/2011/11/twain-portrait.jpg?w=600" alt=""   /></a></p>
<p style="text-align:center;">Samuel Langhorne Clemens (Nov, 30th 1835  - Apr, 21st 1910)</p>
<p><span style="color:#0000ff;"><br />
</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/babelaico.wordpress.com/1120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/babelaico.wordpress.com/1120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/babelaico.wordpress.com/1120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/babelaico.wordpress.com/1120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/babelaico.wordpress.com/1120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/babelaico.wordpress.com/1120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/babelaico.wordpress.com/1120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/babelaico.wordpress.com/1120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/babelaico.wordpress.com/1120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/babelaico.wordpress.com/1120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/babelaico.wordpress.com/1120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/babelaico.wordpress.com/1120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/babelaico.wordpress.com/1120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/babelaico.wordpress.com/1120/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=babelaico.wordpress.com&amp;blog=6020762&amp;post=1120&amp;subd=babelaico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Strategicamente, appunto.</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 14:41:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>itsoh</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo spunto me lo da questo post del mio amico Corrado. E&#8217; un discorso, il suo, che sottintende una riflessione induttiva (dal particolare &#8211; personale  all&#8217;universale) di quelle che fa lui di solito. Seguitelo il suo blog &#8211; ve lo consiglio più che vivamente &#8211; e capirete di che parlo. La sua è una riflessione &#8230;<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=babelaico.wordpress.com&amp;blog=6020762&amp;post=1116&amp;subd=babelaico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo spunto me lo da <a href="http://blog.libero.it/odisseando/10837655.html">questo post </a>del mio amico Corrado. E&#8217; un discorso, il suo, che sottintende una riflessione induttiva (dal particolare &#8211; personale  all&#8217;universale) di quelle che fa lui di solito. Seguitelo il suo blog &#8211; ve lo consiglio più che vivamente &#8211; e capirete di che parlo. La sua è una riflessione attualissima e tutt&#8217;altro che solipsista, perché Corrado parla di una tendenza che si sta diffondendo molto più profondamente e rapidamente di quanto raccontino i media &#8220;ufficiali&#8221; , almeno quelli che mi capita di seguire con un pò più di assiduità. Corrado parla di un&#8217;abiura consapevole, l&#8217;abiura di chi realizza, come un&#8217;epifania, il suo estraniamento dall&#8217;ingranaggio consumistico, da quell&#8217;ingranaggio che ci ha portato fin dall&#8217;infanzia negli ultimi quarant&#8217;anni (io e lui abbiamo la stessa età), a bruciare il valore delle cose che possedevamo, sempre più velocemente, che è poi l&#8217;essenza del consumismo: accelerare l&#8217;obsolescenza del valore soggettivo che diamo ai beni quanto più possibile e con vari mezzi in modo da desiderarne di nuovi. Scrivo, conscientemente una banalità:  la cosa non è di per se un male, perché per esempio anche grazie alle pressioni demografiche e politiche (in senso lato) della società consumistica si è realizzato il progresso di diverse innovazioni che hanno avuto il macro-effetto di migliorare la qualità della vita di un grandissimo numero di persone. Se oggi accendete una lampadina che consuma meno di quella che avevate vent&#8217;anni fa ma illumina allo stesso modo, lo dovete pure in qualche modo al fatto che la vostra stessa percezione del valore intrinseco dell&#8217;oggetto lampadina si è evoluto. Si può discutere se il progresso guidi l&#8217;evoluzione del valore percepito o viceversa ma non è così semplice arrivare a una conclusione univoca e, se volete un consiglio, tendete a diffidare di chi dice di avere una risposta certa. Quello di cui però volevo scrivere, prendendo spunto dal post di Corrado, è che la tendenza ad abiurare il consumismo e, più in generale, il possesso di beni diversi e diversificati si sta diffondendo sempre più perché forse si sta diffondendo, in maniera più veloce di quello che ci viene raccontato, una redistribuzione del concetto di valore che la crisi economica amplifica solo strumentalmente. La mia tesi è che forse la società intera sta evolvendo verso degli &#8220;universali-condivisi&#8221; diversi pagando di fatto pegno al fatto che ci si sta stufando un pò tutti &#8211; e non solo a causa della crisi economica &#8211;  di essere soltanto dei consumatori. Faccio un esempio, marginale quanto si vuole ma significativo. Io lavoro nell&#8217;automotive in Germania, nell&#8217;ambito della ricerca e sviluppo e per vari motivi sto leggendo un bel pò di ricerche su quello che sarà la mobilità individuale nei prossimi anni. Ebbene, tutte convergono su un aspetto &#8220;demografico&#8221; che io trovo in qualche misura rivoluzionario. Molte ricerche statistiche effettuate in Europa negli ultimi anni, mostrano come l&#8217;idea di possedere un&#8217;automobile stia perdendo sempre più appeal fra le giovani generazioni. In pratica, i ragazzi fra i 20 e i 30 anni oggi in Europa, non hanno tutta sta voglia, anche potendoselo permettere, di possedere una macchina e gli preferiscono mezzi alternativi. Le aziende di noleggio stanno prosperando. Le aziende di trasporti pubblici quotate in borsa vanno in genere molto bene. Se provate a guardare i &#8220;numeri&#8221; di chi affitta macchine ve ne renderete conto. Questo aspetto è rivoluzionario, secondo me, perché dimostra come sia in atto un cambio di paradigma sostanziale. Quando avevo vent&#8217;anni io, nel mio paesotto di provincia, l&#8217;averci una macchina era considerato dalla maggioranza dei miei coetanei un punto d&#8217;arrivo irrinunciabile. L&#8217;automobile era uno status symbol di affermazione e realizzazione personale. I pochi che trovavano un lavoro a tempo indeterminato regolare, correvano da una concessionaria a fare un finanziamento per l&#8217;utilitaria con cui avrebbero pendolato fieri ogni giorno. Oggi forse è così ancora per molti &#8211; e sicuramente il sud italia da cui vengo io non può essere lontanamente paragonato alla Danimarca, per esempio &#8211; però  il diffondersi di modelli &#8220;alternativi&#8221;  stia portando pure a una riconfigurazione    del valore percepito rispetto a determinati comportamenti e scelte. E&#8217; qui, secondo me, che la politica dovrebbe intervenire con un pò di lungimiranza, provando a immaginare scenari alternativi e ascoltando le tendenze della società. Se sempre più persone, come Corrado, preferiscono sempre più investire tempo ed energie in una rete di relazioni personali e sociali alla superficialità dello shopping compulsivo o al possedere paccottiglia inutile è forse il caso per la politica di chiedersi quali possibili sviluppi queste tendenze possano avere sulla società tutta e provare a stimolare determinate tendenze in maniera proattiva e lungimirante. In fondo le crisi sono cicliche ed è pur vero che da ogni crisi la società esce in qualche modo mutata e prevedere questi mutamenti per poi gestirli sarà pure uno dei doveri di chi è chiamato a governare la società nel suo complesso, o no? Sennò si finisce solo a parlare di ICI e patrimoniale e che quei poveracci degli operai di Termini Imerese devono andare a casa.  Forse sarebbe stato meglio prevederlo. Ragionarci prima. Strategicamente, appunto.</p>
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